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Calcolo netto igienista forfettario: simulatore 2026 (guida completa)

Quanto ti resta in tasca come igienista freelance? La formula vera (coefficiente 78%, INPS 26,07%, aliquota 5% o 15%), 3 scenari numerici concreti e gli errori che vedo più spesso.

Paolo CristiniFounder, Polaris Digital8 min di lettura

Nota. Numeri e regole aggiornati ad aprile 2026 sulla base di L. 190/2014 art. 1 commi 54-89 (regime forfettario), L. 197/2022 (limite €85.000) e circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026 (aliquote Gestione Separata 2026). Fonti complete in fondo all'articolo. Le aliquote vengono riviste annualmente: prima di decisioni vincolanti, verifica con il tuo commercialista.

Ogni igienista freelance si è fatto la stessa domanda almeno una volta: "Se fatturo 30.000 euro all'anno, quanto mi resta davvero in tasca?". La maggior parte dei calcolatori online ti chiede 12 dati e sputa fuori un numero senza spiegare niente. Qui sotto trovi la formula vera, i numeri reali aggiornati al 2026 e tre scenari concreti — uno junior, uno mid, uno senior — così puoi confrontarti con quello più vicino alla tua situazione.

Se vuoi saltare la spiegazione e farti subito i conti tuoi, usa il simulatore in tempo reale. Per capire i perché — cioè dove può starare il calcolo se l'unico dato che inserisci è il fatturato — leggi avanti.

La formula vera, in 4 righe

In regime forfettario per un igienista dentale (codice ATECO sanitario, divisione 86), il calcolo è questo:

  1. Reddito imponibile = fatturato × 78% (coefficiente di redditività).
  2. Contributi INPS Gestione Separata = reddito imponibile × 26,07% (aliquota 2026 per professionisti senza cassa).
  3. Imposta sostitutiva = (reddito imponibile − contributi) × 5% (startup primi 5 anni, se rispetti i requisiti) oppure 15% (regime ordinario forfettario).
  4. Netto in tasca = fatturato − contributi − imposta.

Tutto qui. Non c'è IRPEF a scaglioni, non c'è IVA da addebitare, non ci sono addizionali regionali e comunali. È il punto di forza del forfettario: una formula che chiunque può rifare con la calcolatrice del telefono.

Quello che spesso manca nelle simulazioni online è il fatto che i contributi INPS sono deducibili dal reddito prima di calcolare l'imposta. Tradotto: paghi prima l'INPS, e poi paghi il 5% (o il 15%) su quello che resta — non sull'imponibile lordo. La differenza in cifre, su fatturati medi, vale qualche centinaio di euro all'anno.

3 scenari reali

Per rendere visibili i numeri, prendiamo tre figure tipiche che vedo regolarmente in chi prova DentFlow.

Sara, junior — 18.000 € di fatturato annuo

Sara ha aperto la PIVA quest'anno, lavora 3 giorni in settimana in due studi diversi. È al primo anno: aliquota startup 5%.

VoceImporto
Fatturato lordo18.000 €
Reddito imponibile (78%)14.040 €
Contributi INPS (26,07%)− 3.660 €
Imposta sostitutiva (5%)− 519 €
Netto annuo13.821 €
Netto mensile medio1.152 €
Pressione fiscale effettiva23,2%

Per Sara il dato più importante non è il netto: è il carico contributivo. Il 5% di imposta è quasi simbolico, ma l'INPS si prende 3.660 € su 18.000 di fatturato. Se non li accantoni mese per mese, a giugno dell'anno dopo (saldo) ti trovi un buco da 3.000 €+ tutto in una volta. È la trappola classica del primo anno.

Marco, mid-career — 35.000 € di fatturato annuo

Marco è collaboratore in 3 studi, 5 anni di partita IVA, non ha più diritto al 5% (lo perde dal 6° anno). Aliquota 15% regime ordinario forfettario.

VoceImporto
Fatturato lordo35.000 €
Reddito imponibile (78%)27.300 €
Contributi INPS (26,07%)− 7.117 €
Imposta sostitutiva (15%)− 3.027 €
Netto annuo24.856 €
Netto mensile medio2.071 €
Pressione fiscale effettiva29,0%

Quando un igienista mi dice "io guadagno 35k l'anno", il suo netto reale è circa 24.800 €. La differenza tra l'aliquota startup e quella ordinaria gli costa esattamente 2.508 € all'anno (la differenza tra il 5% e il 15% applicata al reddito netto fiscale). È il motivo per cui chi esce dal 5° anno spesso valuta se valga la pena uscire dal forfettario per dedurre costi reali.

Giulia, senior — 60.000 € di fatturato annuo

Giulia è collaboratrice da 10+ anni, ha un proprio studio in subaffitto un giorno alla settimana. Aliquota 15%.

VoceImporto
Fatturato lordo60.000 €
Reddito imponibile (78%)46.800 €
Contributi INPS (26,07%)− 12.201 €
Imposta sostitutiva (15%)− 5.190 €
Netto annuo42.609 €
Netto mensile medio3.551 €
Pressione fiscale effettiva29,0%

Su 60.000 € di fatturato, Giulia incassa netti circa 42.600 €. La pressione fiscale resta intorno al 29%: il forfettario è l'unico regime in Italia in cui la pressione fiscale è quasi piatta tra mid e senior, perché non scattano scaglioni IRPEF. Per chi fattura tra 30k e 85k, il forfettario è quasi sempre la scelta migliore — finché regge il limite.

Errori che vedo (quasi) tutti i mesi

Il calcolatore quando l'ho costruito l'ho tarato sul caso più frequente, ma ci sono 4 sfumature che spesso saltano nelle simulazioni online o nei conti fatti al volo.

Il primo è confondere fatturato e netto fiscale. Quando il commercialista ti dice "il tuo reddito è 27.300", non sta parlando del netto in tasca: sta parlando della base su cui si calcolano le tasse. Il netto reale viene dopo, dopo aver tolto contributi e imposta. Tre numeri diversi che si chiamano tutti "reddito" se non specifichi.

Il secondo è non considerare l'effetto cumulato dell'INPS. Il 26,07% sul reddito imponibile è una cifra significativa. Su 35.000 € di fatturato sono 7.117 € all'anno: 593 € al mese che non arriveranno mai sul tuo conto. Accantonarli mese per mese, in un conto separato, è la differenza tra dormire la notte e non dormire.

Il terzo è dimenticare che i contributi sono deducibili. Più di un calcolatore online (anche di portali importanti) sbaglia qui: applica l'imposta sostitutiva sul reddito imponibile lordo e non sul netto fiscale. Differenza in euro: ~80-300 € di tasse pagate in più rispetto al dovuto, ogni anno.

Il quarto è non capire la differenza tra rivalsa e contributi. La rivalsa INPS al 4% è una somma che addebiti al committente in fattura: lui paga 4% in più, tu giri quel 4% a te stesso, e poi lo versi all'INPS come parte dei contributi. Non ti regala niente: aumenta il fatturato emesso ma il netto a fine anno è lo stesso. È solo un meccanismo per non anticipare di tasca tua una parte dei contributi.

Quando conviene davvero il 5%

L'aliquota startup è un'agevolazione che dura massimo 5 anni di attività, ma con tre paletti che scoraggiano molti:

  1. Devi aprire una nuova partita IVA: se l'hai già avuta in passato per la stessa attività, perdi il diritto.
  2. Non devi aver esercitato la stessa attività professionale nei 3 anni precedenti (anche come dipendente, con le dovute distinzioni).
  3. Se stai proseguendo un'attività che già facevi come dipendente, il fatturato del primo anno non deve superare i 30.000 €.

Per gli igienisti che si laureano e aprono PIVA subito, le condizioni sono quasi sempre rispettate — vedo che molti la perdono per disinformazione, perché nessuno gliel'ha detto al momento dell'apertura.

Se sei nei primi 5 anni e l'hai aperta correttamente come "nuova attività", stai risparmiando 1.500-3.000 € all'anno rispetto al 15%. Conviene verificare con il commercialista che la cosa sia effettivamente registrata in dichiarazione.

Cosa cambia se aggiungi un dipendente in studio

Capita: lavori come freelance in 2-3 studi, ma il quarto giorno fai un'assunzione part-time come dipendente in uno di questi. L'attività mista non è proibita ma cambia due cose:

  • Se sul reddito da lavoro dipendente paghi già contributi previdenziali (INPS o Gestione Separata), l'aliquota INPS sul reddito da PIVA scende dal 26,07% al 24% circa: il sistema riconosce che hai già copertura.
  • Se il reddito da dipendente supera i 30.000 € lordi annui, perdi il diritto al regime forfettario stesso (limite incompatibilità).

Il calcolatore in cima alla pagina non gestisce questa casistica perché serve il dettaglio del rapporto di lavoro. Per simulare attività mista, parla con il commercialista o usa lo strumento in modalità "tutto-PIVA" e poi sottrai stimando.

La differenza tra fare i conti e averli sotto controllo

Il problema dell'igienista freelance non è fare il calcolo a inizio anno — quello lo fai una volta, magari con il commercialista. Il problema è non perdere il filo durante l'anno, prestazione dopo prestazione, studio dopo studio. Sapere a giugno quanto hai accantonato per il saldo, quanto ti manca, se il ritmo che stai tenendo ti porterà oltre la soglia degli 85.000 € (e quindi a uscire dal forfettario il prossimo anno).

DentFlow è nato esattamente per questo: ogni prestazione che inserisci aggiorna in tempo reale fatturato, tasse maturate, contributi accantonati e netto previsto. Niente Excel da aggiornare la sera, niente sorprese a saldo. Se vuoi vedere come funziona, provalo gratis 14 giorni senza carta di credito.

Per i conti rapidi, resta il calcolatore in cima a questa pagina. Bookmark e via.

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Fonti

  • L. 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015), art. 1 commi 54-89 — istituisce il regime forfettario, definisce coefficienti di redditività per codice ATECO (78% per la divisione 86 — sanità) e l'aliquota startup del 5% per i primi 5 anni di nuova attività (Gazzetta Ufficiale).
  • L. 29 dicembre 2022, n. 197 (Legge di Bilancio 2023), art. 1 commi 54-55 — innalzamento del limite di ricavi da €65.000 a €85.000 e introduzione dell'uscita immediata sopra €100.000.
  • Circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026 — aliquota Gestione Separata 2026 per professionisti senza altra cassa previdenziale: 26,07% (25% base + 0,72% aggiuntiva + 0,35% ISCRO). Massimale di reddito: €122.295. Fonti: Portale INPS, commento di Studio Benedetti.
  • Agenzia delle Entrate — guida regime forfettario, requisiti accesso e cause di esclusione.

Articolo aggiornato al 30 aprile 2026. Eventuali modifiche normative successive non sono state recepite.

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